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LA VOCE L'ORECCHIO E L'INVISIBILE NELLA RELAZIONE,

DAL BLOCCO AL FLUSSO

CON VALENTINA BARLACCHI

14 - 15 gennaio '23

La voce, l’orecchio e l’invisibile nella relazione, dal blocco al flusso.

 

La Babele interna, come la molteplicità interna, parla tante lingue, tante voci, che spesso riduciamo a una sola, quella che più usiamo e con cui ci riconosciamo, non ascoltando le altre.


Il nostro paesaggio sonoro, rispecchia una trama narrativa e un senso di identità che ci accompagna “al sicuro”, anche se ci possiamo sentire limitati e rinchiusi.


Il lavoro con la voce e lo spazio della messa in scena inviterà a lavorare per un ampliamento e trasformazione della trama sonoraattraverso l’esperienza della trasmissione del sostegno.


Sperimentare una voce che nasce dall’ascolto attento e incuriosito del proprio suono porta in contatto con emozioni a volte sepolte e con immagini che ne scaturiscono, dando origine, in una prospettiva circolare a nuove emozioni, sensazioni, movimenti del corpo e nuove sonorità vocali che esprimendosi fanno riemergere la pienezza nella presenza del qui e ora.


La trasmissione del sostegno potrebbe rispondere alla domanda: Dove ti appoggi per poterti muovere verso un’azione? Cantare come agire nel mondo hanno bisogno di sostegni da cui muoversi. Si può anche vivere e agire senza eccessivo sforzo, pesantezza, preoccupazioni non necessarie, come invece spesso i nostri muscoli e la voce rivelano in un senso di impotenza e fatica nell’esprimersi.


Pertanto, se la “trasmissione del sostegno”è solida, le scelte si appoggeranno su pensieri e emozioni che possano rispondere a bisogni di benessere dell’organismo e non solo alle esigenze di controllo di Io.


Questo flusso circolare, che si dispiega attraverso la voce, il corpo e le immagini, diventa la spirale che accompagna i passi di un processo creativo, inteso come pratica per artisti di un quotidiano di qualità.


La narrazione vocale si fa più ampia e articolata, segue il piacere del suono e il flusso continuo del sentire e dell’intenzione comunicativa nelle varie sfumature, mentre affiorano dallo sfondo voci di desideri e bisogni che entrano in un un dialogo più ricco. La narrazione di sé diventa una co-costruzione attiva. La narrazione vocale di sé a diventa nella relazione di aiuto una co-costruzione attiva nella relazione con se stessi e con l’altro.

Psicologa-psicoterapeuta, direttrice didattica Istituto Gestalt Firenze, Didatta Ordinario FISIG, formatrice AICo, socia fondatrice dell'Associazione "Azioni e ContaminAzioni" di Firenze.


Docente in diversi istituti italiani di Psicoterapia della Gestalt e formatrice in Psychosocial Support in progetti umanitari in Italia e all’estero (Lampedusa, Libano, Siria, Kurdistan iracheno, Palestina, Gaza, Giordania, Brasile, Thailandia). Ha svolto attività di supervisione di equipe di educatori e operatori di Sprar. Formatasi in teatro e canto con vari artisti, svolge attività di terapia della Gestalt individuale e di gruppo privilegiando l'uso di mediatori espressivi: teatro, voce e integrazione corporea. 


Regista della compagnia teatrale Baraccaeburattini dal 2003 al 2012, (nata con il laboratorio teatrale condotto al liceo classico Michelangelo di Firenze) e della compagnia Parenti Terribili dal 2013. Organizzatrice dal 2016 dei Convegni di Arti e Gestalt e International Gestalt Training a Firenze in presenza e online.


Fa parte, come voce, del gruppo di musica e poesia tradizionale araba Nahawand Project -incisione del CD "Thinking of Others" 2022, per il Progetto ad Aleppo, sponsorizzato da Ospedale Meyer, Fondazione Giovanni Paolo II, Fondazione Il cuore si scioglie, Arci Toscana, UniCoop Firenze. Per il progetto ha svolto due missioni ad Aleppo come psicologa-psicoterapeuta del Meyer.